Giusto 62 anni

etta-1
Questa foto risale al 5 marzo degli anni ’60: starò soffiando 7 o 8 candeline, non saprei dirlo.
Alle mie spalle mamma che non ho più, i miei compari di cresima anche loro volati in cielo..

Il prossimo lo festeggio a Salerno con una cara amica, mio figlio, la moglie, il mio nipotino e una vicina di casa molto gentile con me.
Compirò 62 anni domenica prossima.
Ho chiesto a mio marito una torta al limone, semplice.
Siete tutti invitati, of course.

Sbuffi di nuvole

nubi
Il cielo al meriggio è uno dei soggetti che preferisco.
E’ per me fonte di meraviglia osservare come il rosso si trasforma in rosa e poi in bleu e come in questo caso, le nubi interferiscono …
Se non avessi pc e connessione, se non avessi questi scambi con alcuni d voi, non potrei sopravvivere sana mentalmente in paese come Sacco dove tutto si riduce alle prassi religiose e ogni altro tentativo di socializzazione cade nel nulla.

Ormai sono un pesce fuor d’acqua e non credo ci sia nulla che possa far cambiare questa mia condizione di disagio.

Venerdì riparto: il 5 soffio 42 candeline e qui non ho nessun affetto con il quale festeggiare.

Al Principe, P. P. Pasolini

Presa dalla famiglia e da altro. ho iniziato a conoscere Pasolini solo da una ventina d’anni.
Vi pongo rimedio, evidenziando questa sua lirica e ringraziando Gilda che ha voluto riservarcela

La terra è blu come un'arancia

16864664_1902446813375468_2384129719680879284_n

Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono,
vizio, libertà, per dare stile al caos.

P.P. Pasolini

Se torna il sole, se discende la sera,
se la notte ha un sapore di notti future,
se un pomeriggio di pioggia sembra tornare
da tempi troppo amati e mai avuti del tutto,
io non sono più felice, né di goderne né di soffrirne:
non sento più, davanti a me, tutta la vita…
Per essere poeti, bisogna avere molto tempo:
ore e ore di solitudine sono il solo modo
perché si formi qualcosa, che è forza, abbandono,
vizio, libertà, per dare stile al caos.
Io tempo ormai ne ho poco: per colpa della morte
che viene avanti, al tramonto della gioventù.
Ma per colpa anche di questo nostro mondo umano,
che ai poveri toglie il pane, ai…

View original post 22 altre parole

Mai amare troppo

…una notte ci ha fatto incontrare

   e nella notte ci siamo smarrit

nell’attesa di te

         solo l’eco dei passi

           e la voce del vento

            è rimasto con me.

Questo lo dedicai a mio figli che vive in Veneto. All’epoca viveva in Emilia e Romagna, una terra che ho imparato ad apprezzare tanto e che mi manca.

Mio figlio è andato via, ma non con la naturalezza di quanti partono per cercare fortuna altrove. E’ partito arrabbiato e per tanto tempo tale è rimasto, arrivando a dire a me ed al padre:”io vi ho perdonato”.

Non gli ho mai voluto chiedere cosa..

Mi ha fatto soffrire a tal punto che ora non mi aspetto nulla da lui. Quanto potevo dargli, anche in termini economici, lo ha preso.

Creare per amore

Marianna è una delle due amiche che mi son rimaste.

E’ una giovane mamma ed è sempre tanto cara con me. Mi vuol bene come nemmeno i miei figli son capaci..mi chiama quasi tutti i giorni…

Nell’ultima sua visita nella casa di città mi ha portato un vassoio di biscotti fatti da lei e due grossi barattoli di crema di ottima qualità.

Date le mie limitatissime risorse economiche, le sto creando questo cofanetto. I fiori sono creati mediante mascherine. Son imperfetti perchè con gli occhi me la sto vedendo brutta.

dscn1169

DSCN1170.JPG

La foto è venuta mossa sempre per lo stesso motivo, ma rende l’idea.
Son orecchini confezionati da me per lei.

La bimba, il sole e il fiore

dscn1161

Una bloggher che dipinge sulle pietre mi ha fatto rinverdire un ricordo.

Mi son resa conto di aver avuto una reazione sproporzionata da lei in commento perchè l’episodi capitatomi non è piacevole.
C’è stato un tempo nel quale compivo timidi esperimenti, utilizzando il vetro e tubetti di pasta da piombo.
Il mio secondo figlio era alle medie e mi incuriosii nel vederlo usare una tecnica a me ignota ancora.
Presi a comprare dei portaritratti piccoli in vetro e, creando un fondale con carta colorata, sperimentavo. Molto naïf, lo so…
A quel tempo, purtroppo, avevo rapporti con Mario un gesuita, uno munito di due prosopopee, celate sotto falsa umiltà: si pregiava di essere un intellettuale e di capire d’arte. Era solo un ex sessantottino in rotta con le gerarchie cattoliche che cercava di ricomporre quella frattura senza riuscirci. Mi faceva pensa, lo ammetto.
Mario era docente di storia dell’arte.
Ricordo quando gli mostrai il mio primo timido tentativo del quale ho pubblicato la foto. Non aveva pretese, non ho mai avute.
Mi accolse con irrisione e mi umiliò. A casa piansi e mio marito si incazzò.
La domenica dopo si presentò con un libro dal quale, secondo lui, potevo ( e forse dovevo) imparare le tecniche di pittura.
Lo mandai a cagare.
Non ho mai aperto quel libro.